Andrea Simeone
Nato alle pendici di un vulcano, ha camminato per anni sopra una caldera piena di magma e -probabilmente per questo- vive l’istante fotografico e l’importanza della vita e delle storie con la classica propensione partenopea: passione, calore, relazione, scarso attaccamento alle futilità e ai valori superficiali.
Ha imparato a cogliere la bellezza del momento e delle combinazioni, a cercare frammenti di sé sparsi nel mondo, ad assorbire le storie che lo circondano, raccoglierle al volo e farle proprie, nella certezza che quei momenti non ritorneranno.
Attraverso la fotografia ha iniziato a raccogliere reportage concettuali, prima a Napoli e poi in giro per le città italiane, approfondendo temi come gli ideali di bellezza, la pulsione al possesso degli oggetti, l’uso asociale dei social network e la politica dell’infelicità.
Dopo aver lavorato con la musica e le case discografiche, aver scattato sui campi da rugby e ritratto tatuatori, ballerine e rapper, ha intrapreso un percorso di racconto delle storie di équipe mediche in zone disagiate: da Bucarest a Calcutta, dalla Sierra Leone all’Uganda, dal Kurdistan iracheno alla Tanzania, fino ad approfondire il Bangladesh tra Dhaka e Khulna.

